Dopo il successo delle prime due Ati del vino, coordinate dalla Cciaa, che con oltre 600 mila euro hanno potuto incrementare la promozione negli States. Fondi 2012 in aumento.
È in partenza la terza annualità della proposta rivolta alle aziende del vino di tutta la regione che vogliono incrementare la promozione all’estero. Entro giovedì 5 maggio, le imprese interessate dovranno aderire alla nuova opportunità offerta dai fondi Ocm, che la Cciaa di Udine ha già promosso nel 2010 e 2011 con la costituzione di due Associazioni temporanee di imprese (Ati), di cui è capofila.
Assieme alla richiesta di adesione, le aziende dovranno segnalare i Paesi d’interesse e l’importo per l’investimento. La proposta è aperta oltre agli Usa, Paese-obiettivo delle prime due annualità, anche a Cina e Russia. Il progetto prevede che siano fondi pubblici, attraverso l’approvazione della Regione e quindi del Ministero per le politiche agricole, a finanziare fino a un massimo del 50% la spesa complessiva realizzata dalle imprese. Investimento da impiegare in azioni di promozione, campagne d’informazione, partecipazione a manifestazioni e fiere, incoming, nonché siti internet, opuscoli, degustazioni guidate o incontri B2B.
«L’iniziativa - dice il presidente Cciaa Giovanni Da Pozzo - sottolinea la forza dell’aggregazione tra aziende per affrontare al meglio i mercati esteri, specie quelli di riferimento, dove è fondamentale esserci ed essere sempre più conosciuti e competitivi».
Sulla stessa linea, Giorgio Colutta, che ha sempre coordinato il team di lavoro, e la componente di giunta camerale Elsa Bigai, convinti sostenitori del progetto. «Ogni anno registriamo numeri in crescita, sia in termini di aziende sia di fondi - specifica Colutta -, segno che l’iniziativa è efficace e apprezzata dalle imprese. Con Ocm vino, c’è sia la possibilità di partecipare a primari eventi collettivi, sia di mettere in piedi iniziative singole. Anche l’Ersa ha capito l’importanza del progetto per l’internazionalizzazione delle imprese e si è resa disponibile a condividere azioni di supporto». Dell’importanza di un programma complessivo regionale di promozione ha parlato anche la Bigai, rimarcando «la capacità della Cciaa di inserirsi in un progetto di valore come Ocm, che dispone di risorse anche per il futuro: il vino è un prodotto bandiera e come tale ha bisogno di una promozione forte e coesa sui Paesi terzi. Ocm è ideale: organizzato con la riconosciuta esperienza della Cciaa, fa sì che aziende già presenti sul mercato estero si rafforzino e trascinino anche le nuove, che da sole, forse, non avrebbero la forza o il coraggio di provare».
A fronte delle ottime risposte ottenute dalle precedenti esperienze, le Ati Friuli Wine Excellence e Friuli Future Wines, la Camera di Commercio intende anche questa volta assumere il ruolo di coordinatore del gruppo d’imprese. Le due annualità hanno coinvolto finora oltre una ventina di aziende ciascuna, di tutta la regione, per un budget di oltre 600 mila euro complessivi, con cui hanno potuto attivare o incrementare la loro presenza e promozione negli Stati Uniti, partecipando ad esempio all’Italian Wine Week di New York e ai principali eventi fieristici del settore.
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