Promosso il nuovo “contratto di rete” alla Serata delle imprese, al Centro ricerche Fantoni di Rivoli di Osoppo. Il “contratto di rete”, la forma più recente di aggregazione fra aziende sancita dalla legge, ha superato il vaglio dei relatori, istituzioni e imprenditori coinvolti alla 6° Serata delle Imprese organizzata dalla Camera di Commercio di Udine al Centro ricerche della Fantoni di Osoppo.



Il contratto come misura attesa da anni, in grado di permettere alle aziende di “fare insieme”, superando il connaturato individualismo senza perdere l’autonomia della singola impresa.
Lo strumento fa partire dal basso la progettualità, da chi poi la porterà avanti, in un’ottica di sussidiarietà analoga a quella che l’assessore Andrea Garlatti ha ritenuto imprescindibile per la competitività e il mantenimento della coesione sociale. Progettualità verso cui sarebbe disponibile a un sostegno di indirizzo, «da concretizzarsi su proposte oprative e immediatamente cantierabili», ha rimarcato.
“Nets for dinner” ha avuto come focus le reti d’impresa e le più recenti forme di aggregazione. A introdurre la serata il padrone di casa, Giovanni Fantoni, che ha lanciato un appello, affinché l’economia, in questo momento ancora difficile, possa «essere unita, al di là dei singoli comparti, e aiuti la politica a riprendere quel passo che fa fatica a esprimere».
E a raccogliere l’invito, ospiti del presidente Giovanni Da Pozzo, sono stati, oltre all’assessore Garlatti, anche il professor Stefano Miani, che affianca il consigliere camerale Marco Simeon come referente del progetto Reti d’impresa della Cciaa, nonché il responsabile del Settore innovazione e reti di Confartigianato Imprese Andrea Scalia e il presidente di “Calegheri 1286”, la prima rete italiana del calzaturiero istituita col nuovo contratto, Mauro Zampieri. «Si stima saranno 13 mila le Pmi che entro il 2011 faranno parte di una rete formale - ha spiegato Da Pozzo -. Siccome l’ispessimento attraverso percorsi societari è difficile, bisogna creare percorsi di collaborazione a rete. La Cciaa porta avanti oltre al progetto Reti, anche Friuli Future Forum, evoluzione attiva del Made in Friuli, con cui dare un contributo a un cambiamento di mentalità ormai imprescindibile».
A Miani il compito di sintetizzare il progetto. Su un campione di 500 aziende intervistate, circa il 25% delle piccole e il 17% delle micro ha fatto aggregazione negli ultimi 10 anni e di queste l’80% circa sono soddisfatte e interessate a ulteriori accordi, mentre quelli che non ne hanno mai fatte non pianificano di attivarne.
Le imprese friulane prevedono di stringere accordi soprattutto nell’area commerciale o per la ricerca e sviluppo, ma il motore dell’aggregazione non è di carattere finanziario: lo è la invece la capacità di approcciare la gestione, di controllare e misurare i costi.
Chi riesce a dominare processi gestionali è vincente e attraverso la rete c’è un vero salto di qualità.
E se Andrea Scalia ha illustrato “la teoria” del contratto di rete e gli sviluppi futuri, a parlare di pratica, invitando i numerosi imprenditori intervenuti a non perdere questa «occasione straordinaria», è stato proprio Zampieri. Ma anche l’avvocato Massimo Caiazza da Milano, che aprendo il dibattito e la tante testimonianze arrivate dal pubblico di imprenditori, ha presentato l’esperienza che, sul contratto di rete, si sta facendo all'interno del Parco Scientifico Kilometro Rosso in Lombardia.