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Il presidente Cciaa ospite della presentazione dell'indagine congiunturale di Confartigianato

Da Pozzo agli artigiani, "Crollo della fiducia comprensibile, le istituzioni s’impegnino per accesso al credito ed export".

Il crollo della fiducia segnalato dal comparto artigiano è comprensibile, specie alla luce di un trimestre, l’ultimo, straordinariamente instabile, in cui i presupposti della ripresa intravisti a inizio anno si sono radicalmente rovesciati, in una situazione politica ed economica internazionale e nazionale di eccezionale complessità e variabilità. Il presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo, ospite della presentazione della congiuntura di Confartigianato nella sede di Friuli Future Forum a Udine, è intervenuto in chiusura, contestualizzando la situazione artigiana nel panorama generale dell’economia friulana, anticipando che l’indagine congiunturale dell’ente camerale sarà illustrata venerdì 9 settembre. Secondo il presidente Da Pozzo sono due i driver su cui le istituzioni devono puntare facendo gioco di squadra: credito ed export. Quanto al primo, "dev’essere evidente - ha sottolineato - che il vero problema è quello dell’accesso al credito per le nostre Pmi. A livello regionale abbiamo un sistema importante costituito da realtà come Friulia, Mediocredito, i Confidi. Dobbiamo fare quadrato e stimolare la Regione con forza a razionalizzare e a rendere più organico ed efficiente questo sistema, affinché le nostre piccole e medie imprese siano affiancate con efficacia nelle loro richieste di credito, soprattutto alla luce delle ulteriori restrizioni poste con Basilea 3, che le vedono svantaggiate". Quanto all’export, Da Pozzo ha rimarcato l’importanza di "rafforzare ancora l’internazionalizzazione, attività - ha precisato - in cui è auspicabile evitare la disgregazione e in cui va ottimizzata l’azione a favore delle nostre aziende, che sempre più devono aprirsi le porte al mondo intero, e non solo ai mercati più vicini. Come Cciaa siamo in prima linea, tanto che nel 2010, tra incoming e outgoing, abbiamo messo in contatto oltre mille imprese friulane con Paesi e imprese stranieri".
"In questo quadro - ha chiosato il presidente - vedo comunque un segnale positivo in provincia, dato dalle iscrizioni al Registro imprese: pur se sono elevate anche le cancellazioni, le duemila nuove iscrizioni dei primi 7 mesi dell’anno rappresentano un indicatore di come la voglia di fare impresa resista, aprire un’impresa continui a essere una scommessa su se stessi, l’occasione per realizzare un’idea o comunque una via d’uscita dalla difficoltà a trovare un lavoro stabile".

 

Ultimo aggiornamento: 25 novembre 2011
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