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Imprenditoria femminile in Friuli, dati positivi ma si deve fare di più

Strumenti per la promozione dell’impresa donna e per la conciliazione di tempi di lavoro e famiglia: se n’è parlato al convegno di ieri in Camera di Commercio

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«La nostra economia sta cambiando, si appresta a essere un po’ meno manifatturiera e un po’ più terziarizzata. E in questo settore, oltre il 60% dei titolari d’azienda è costituito da donne
». Il presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo ha introdotto, lunedì 21 novembre, il convegno dedicato al binomio famiglia-lavoro e a una conciliazione che aiuti l’impresa.
Un incontro organizzato dalla Cciaa e promosso dal Comitato per l’imprenditoria femminile istituito al suo interno, organismo presieduto da Enrica Gallo, che ha riassunto in «coraggio, cambiamento e partecipazione» l’azione delle donne nell’iniziativa economica e nella società.
Da tutti gli interventi introduttivi è emerso un quadro piuttosto confortante dell’occupazione e dell’imprenditorialità "rosa" in provincia, anche se nel settore «si può e si deve fare di più - ha ribadito Da Pozzo -: in molti altri Paesi europei, per esempio, le misure per favorire la presenza di giovani e donne nel mondo del lavoro e nelle aziende sono decisamente superiori in termini quantitativi e qualitativi». L’assessore regionale Angela Brandi ha elencato gli strumenti regionali a supporto della conciliazione, ricordando che «l’occupazione femminile ha sostanzialmente tenuto nell’ultimo triennio, calando solo dello 0,2%. Un calo inferiore a quello maschile, ma anche a quello nazionale e quello del Nordest».
Ed ecco i "numeri" della Camera di Commercio, che descrivono il trend dell’imprenditoria femminile friulana e l’innovativo Bando a supporto dell’imprenditoria giovanile e femminile che la Cciaa ha ideato e che sostiene interamente con fondi propri.

Imprese "rosa". Le imprenditrici sembrano aver resistito alla crisi degli ultimi 2 anni. Secondo i dati del Centro Studi della Cciaa, le imprese femminili attive dal 1° trimestre 2009 al 30 settembre di quest’anno sono rimaste invariate in numero (nel corso di quest’anno sono leggermente cresciute): sono 11.944, ed è aumentata (dal 24 al 25%) la percentuale sul totale delle imprese della provincia. I settori in cui operano principalmente sono i servizi alle famiglie, ma anche il primario, l’ospitalità e il commercio. Le imprese della provincia di Udine sono il 49,15% delle imprese femminili dell’intera regione.

Bando Start Up Cciaa. Tra le iniziative messe in campo dalla Cciaa, oltre all’operatività del Comitato, da segnalare il nuovo Bando (quarta edizione) ideato per le Start up femminili e giovanili. Quest’anno si presenta con una formula completamente rinnovata e innovativa: mette a disposizione 500 mila euro di contributi a fondo perduto e altri 500 mila per la controgaranzia. Stando ai dati aggiornati al 16 novembre, sono 163 i giovani che si sono rivolti al Punto Nuova Impresa della Cciaa, primo sportello a cui l'aspirante imprenditore si rivolge per ottenere l’agevolazione. Le donne, però, sono state oltre il doppio: ben 335. Esse, peraltro, sono le maggiori "frequentatrici" del Pni: in tutto l'anno ben 572 aspiranti imprenditrici si sono rivolte allo Sportello, su un totale di 996 contatti. Il Bando quest'anno prevede un corso di formazione propedeutico e obbligatorio: finora ne sono stati realizzati 14 e uno è in programma a dicembre. Hanno concluso il percorso formativo, ossia sono arrivati a presentare formalmente la domanda per i contributi del Bando, finora, 44 persone, di cui 5 per imprese esclusivamente femminili, 17 per imprese giovanili e 22 per imprese che saranno giovanili e femminili insieme. Il Cda dell'Azienda speciale Funzioni Delegate della Cciaa nel frattempo ha approvato 10 dei progetti fino a ottobre, altri 17 in novembre. I primi 10 sono ora in attesa di delibera di garanzia Confidi per poter procedere alla concessione del contributo in conto capitale.

Il convegno. È stato occasione per sottolineare come alcune misure significative adottate da altri Paesi europei e di presentare le iniziative delle istituzioni, come per esempio l’Università di Udine, «un esempio nel panorama degli Atenei italiani - ha spiegato la professoressa Marina Brollo, presidente del Comitato per le Pari opportunità dell’Università -: è davvero un’azienda con tante donne al comando». La Brollo ha parlato di nuove fattispecie contrattuali che possono facilitare la conciliazione e anticipato le iniziative dell’Ateneo per il 2012. Il vicesegretario generale della Cciaa Maria Lucia Pilutti ha dettagliato l’attività della camera nel settore, anche a livello internazionale, e ha rimarcato la volontà della giunta camerale di riproporre anche per il 2012 il Bando Start up.

Con l'introduzione del componente del comitato per l'imprenditoria giovanile della Cciaa Michele Bressan, è quindi cominciata una speciale conversazione tra protagoniste dell’economia "D", moderata dalla giornalista Sabrina Vidon. Sei le imprenditrici che hanno arricchito il convegno con la loro testimonianza, scelte tra i settori più vari, dalla pubblicità e comunicazione (Teresa Comis di Vivaradio Centro Media) all’arredo (Derna Del Stabile del Gruppo Interna), dalla vitivinicoltura (Flavia Di Gaspero) alla produzione di carpenteria in legno (Lorenza Di Marco di Diemme Legno), dalla vendita di prodotti tessili (Laura Iob di Tellini Spa) fino alla cooperazione e in particolare i servizi educativi e di formazione (Rina Vazzaz di Insieme Società Cooperativa).

 

Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2012
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