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Tante le novità, che recepiscono la riforma nazionale e le indicazioni di Unioncamere

Cciaa, approvate le modifiche allo Statuto: ingresso dei liberi professionisti e promozione delle pari opportunità negli organi. Prevista anche la razionalizzazione con l’ufficializzazione del ruolo di coordinamento a Unioncamere regionale, cui le Cciaa devono (non più "possono") aderire.

In Camera di Commercio fanno il loro ingresso, ufficialmente, i professionisti e le pari opportunità. Il consiglio camerale, nell’ultima seduta di novembre, ha approvato le modifiche allo Statuto, che recepiscono le indicazioni di Unioncamere e della legge di riforma degli enti camerali (il decreto legislativo 23 del 2010).

Ecco quindi, fra le tante novità, l’istituzione della consulta dei professionisti - che nominerà un componente nel consiglio camerale -, ma anche la presenza di entrambi i generi negli organi della Cciaa e la promozione di pari opportunità nelle nomine degli enti ai quali partecipa. «Oltre ai due importanti principi enunciati, che rendono più completa e adeguata la rappresentanza - spiega il presidente Giovanni Da Pozzo -, si promuove, fra l’altro, la razionalizzazione di compiti, risorse e servizi, sancendo l’adesione all’Unioncamere regionale».

Sulle pari opportunità la Cciaa, si legge, «promuove la presenza di entrambi i generi nei propri organi istituzionali e negli organi collegiali degli enti ed aziende da essa dipendenti». Per la composizione della Giunta, «almeno un componente dovrà essere di genere diverso dall’altro». Lo stesso varrà quando la Cciaa dovrà indicare componenti di organi collegiali in enti e aziende («almeno uno è individuato di genere diverso da quello degli altri») e nella nomina del collegio dei revisori.

La Consulta provinciale dei liberi professionisti, formata dai presidenti degli ordini professionali, durerà in carica 5 anni, in coincidenza il Consiglio, e oltre a indicare il rappresentante dei liberi professionisti potrà essere chiamata ad esprimere pareri su richiesta della Cciaa. La carica dei componenti è onorifica e non comporterà oneri per l’Ente camerale.

Il nuovo statuto recepisce poi altre importanti indicazioni della riforma nazionale. A partire dall’articolo 1, dove è esplicitato il principio di sussidiarietà nella natura della Camera di Commercio, «ente pubblico dotato di autonomia funzionale». È inoltre ufficializzata la partecipazione della Cciaa «al sistema camerale italiano», integrato dalle Camere italiane all’estero e estere in Italia riconosciute. Per la prima volta, l’associazione in Unioncamere regionale non è più solo una possibilità, ma diventa previsione effettiva, per portare avanti insieme funzioni e compiti e raggiungere gli obiettivi comuni del sistema camerale sul territorio regionale. Si precisa peraltro il suo ruolo di coordinamento di Unioncamere per i rapporti delle quattro Cciaa con la Regione, oltre alla possibilità di esercitare in forma associata attività e servizi.

Cambieranno, poi, come disposto dai decreti attuativi della riforma nazionale, anche i criteri di formazione e composizione del consiglio camerale. La giunta sarà formata da 8 anziché 10 componenti.

Le modifiche allo statuto entreranno in vigore da subito, anche se saranno operative dal prossimo mandato, specie per ciò che è legato al rinnovo degli organi, previsto per il 2013. La Cciaa, però, metterà in moto subito le procedure di formazione della consulta e terrà in considerazione le pari opportunità nelle nomine che dovrà eventualmente effettuare nel frattempo.
 

Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2012
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