Affollata l’azienda Ca’ Tullio di Aquileia per la Settima Serata delle imprese organizzata dalla Camera di Commercio di Udine. L’economia dell’immateriale sempre più mercato concreto con possibilità di crescita e creazione di benessere.



II Fvg è la quarta regione italiana per l’incidenza del valore aggiunto del sistema culturale sul totale dell’economia (5,7%). Percentuale data non solo da imprese "strettamente" culturali, bensì da una serie di attività tipiche del "made in Italy", con una presenza trasversale dei contenuti creativi in tutte le produzioni. L’impulso dell’industria "immateriale" friulana presenta una buona attitudine a diventare trampolino per la crescita dell’intero sistema, come emerso alla partecipatissima Serata delle imprese, la settima, che la Camera di Commercio di Udine ha organizzato ad Aquileia, al Centro convegni dell’azienda agricola Ca’ Tullio, per approfondire il binomio cultura-economia, impresa creativa come motore di nuovo benessere.
Elementi tanto più importanti nel difficile momento attuale - come sottolineato sia dal presidente Cciaa Giovanni Da Pozzo, sia dall’assessore provinciale Franco Mattiussi e dal sindaco Alviano Scarel -, in cui una declinazione verso l’economia "dell’intangibile", in un Paese così ricco di cultura, deve acquisire sempre più rilevanza.
«La cultura non va considerata in un’accezione salottiera, ma come propulsore d’innovazione, occupazione e sviluppo. Ci stiamo trasformando da un’economia manifatturiera in un’economia di servizi», ha detto Da Pozzo. «E ci stiamo evolvendo verso un’economia dell’esperienza», ha completato l’esperto d’economia della cultura Romano Toppan.
Proprio «l’esperienza è ciò che i turisti chiedono di vivere - ha spiegato l’assessore regionale Federica Seganti - ed è su di essa che ci stiamo impegnando per rispondere al mercato che cambia».
Un mercato che conoscono bene Paola Manfroni, dell’agenzia di comunicazione Marimo di Roma, e Loris Tramontin di Azalea Promotion, case history d’eccellenza presentate dopo l’intervento del direttore di Federculture Claudio Bocci, dimostrazioni più che tangibili di quanto l’economia dell’intangibile sia una risposta importante per uno sviluppo concreto dell’indotto. In chiusura, un perfetto "fuori programma", grazie alla presenza in sala di Don Alessio Geretti, che ha portato l’esempio emblematico del "caso Illegio" e lo straordinario successo («esperienza risanante», l’ha giustamente definita), che conta ogni anno tra i 25 e i 30 mila visitatori.