Gli esiti di Network Imprese mercati per arricchire il programma 2012-2014 delle iniziative con l’estero dell’ente camerale, che attiverà un nuovo bando a sostegno delle Pmi che faranno progetti d'aggregazione per affrontare i mercati esteri.


(Foto Anteprima)
Brasile per la meccanica, Regno Unito per le costruzioni e la domotica, oltre a Russia e Africa Subsahariana per entrambi i settori. Usa, Uk e Cina per l’arredo, e infine Svizzera, Olanda e Russia per il vitivinicolo.
Sono i mercati più promettenti individuati dalle imprese, accompagnate dagli esperti di Interprofessional Network (coordinati dall’ad Giulio Veneri), che quest’anno hanno lavorato in squadra per definire inedite strategie e Paesi, per un export innovativo con cui arricchire il Piano d’internazionalizzazione della Camera di Commercio di Udine nel triennio 2012-2014.
Lunedì 12 dicembre in Sala Valduga sono stati presentati i risultati di dettaglio del progetto Network Imprese Mercati, promosso proprio dall’ente camerale udinese, che ha visto l’organizzazione di 18 incontri e il coinvolgimento complessivo di 31 imprenditori.
«Gli incontri sono stati pensati - ha detto il presidente Giovanni Da Pozzo - per avere forte interazione fra partecipanti, con momenti di proposta, "brain storming" e sintesi. Oltre all’individuazione e all’analisi dei mercati e delle modalità d’approccio, è stato elaborato un modello di possibili azioni, da sviluppare sia qui sia nel Paese-target e sono state studiate le possibili aggregazioni fra aziende per approcciare con più forza i Paesi-target».
Proprio su quest’ultimo tema, la Cciaa attiverà per il 2012 un nuovo bando, oltre a riproporre gli ormai tradizionali voucher per l’internazionalizzazione, per fornire agevolazioni alle imprese che faranno progetti in rete per "aggredire" i mercati esteri.
Il team di aziende - la meccanica rappresentata oggi da Massimo Zebelloni, di Asteq srl, l’edilizia da Alessandro Vrech, di Marmi Vrech srl, l’arredo da Stefano L’Abbate, di L’Abbate srl, il vinicolo da Giorgio Colutta, di Colutta Vini - ha dunque fornito nuove proposte alla Cciaa, che ha così potuto stilare un programma di internazionalizzazione "su misura" per la realtà imprenditoriale friulana e per i mercati più in crescita, sempre più vari e diversi da quelli tradizionali.
Un programma presentato da Maria Lucia Pilutti, direttore dell’Azienda Speciale I.Ter della Cciaa, che cura l’internazionalizzazione. Qualche anticipazione: le aree verso cui saranno organizzate azioni pluriennali saranno Asia (con un incoming dalla Corea del Sud e outgoing verso Far East), Africa (con un incoming agroalimentare e vitivinicolo da Sudafrica e, a fine marzo, le due missioni in Sudafrica e Mozambico) e Canada (sia per l’arredo design sia per il vinicolo).
Pronte anche azioni sull’innovazione verso Serbia e Slovenia, e in generale la Nuova Alpe Adria (la Cciaa fa parte del network di enti camerali dell’area), ma anche, per arredo e macchinari, verso Russia, Mediterraneo, Medioriente e Far East. Si porterà avanti poi il progetto Ocm vino, che con successo sta riuscendo nell’attività di aggregazione attraverso Ati di tante aziende (oltre 40 all’ultima edizione) per iniziative promozionali in Usa, Russia e Far East. Tra i settori, particolare attenzione sarà data al design, ma anche alla nautica, e uno dei temi cardine sarà, anche sulla scorta dell’esperienza di Network imprese mercati, favorire aggregazioni strategiche di Pmi verso i Paesi-target.