Aziende del vino più forti in rete per la conquista dei mercati Usa, Cina e Russia. Con la partecipazione di 11 aziende al Simply Italian di Miami, al via le attività 2012 della terza annualità dell’Ati guidata dalla Cciaa di Udine, edizione da record con 42 imprese aderenti.
Parte da Miami il 2 febbraio e precisamente dal grande evento Simply Italian, l’attività 2012 del progetto Ocm vino per l’Ati Friuli Future Wines II, l’Associazione temporanea di imprese guidata dalla Cciaa di Udine, arrivata con crescente successo alla terza edizione. Quella da record: dai 22 partecipanti del primo anno si è arrivati a ben 42 aziende aderenti. E triplicando Paesi target e fondi. Il totale di progetto è di 1 milione e 200 mila euro, impiegati per "conquistare" i mercati di Cina e Russia oltre che degli Stati Uniti, unico Paese-obiettivo delle prime due edizioni. Dopo Hong Kong, a fine 2011, con la partecipazione alla Wine and Spirits Fair di una ventina d’aziende, sono ora 11 quelle pronte per Miami.
«L’idea è vincente - commenta il presidente Giovanni Da Pozzo -. È un validissimo esempio di rete fra imprese: garantisce alle nostre Pmi di presentarsi con la forza di una squadra dove da sole non potrebbero arrivare, ma lascia a ciascuna la libertà di scegliere le azioni migliori, su misura per la propria promozione. Un modello da “esportare” anche ad altri settori». Sono fondi pubblici, attraverso l’approvazione della Regione e del Ministero per le politiche agricole, a finanziare fino al 50% la spesa realizzata dalle imprese, che coprono la restante parte per sviluppare le più varie azioni di promozione internazionale.
«Le aziende beneficiano di un servizio ben organizzato, grazie alla professionalità del personale Cciaa, e le più piccole sono stimolate a presentarsi su mercati nuovi. Grazie alla compresenza della Cciaa diamo una buona immagine di regione aggregata, che però non sottrae autonomia al singolo», aggiunge il consigliere camerale Giorgio Colutta, che raccomanda le aziende «di seguire scrupolosamente le indicazioni operative della Cciaa», responsabilizzando all’impegno personale per far fruttare al meglio queste occasioni. «Partecipare a una fiera non basta infatti a consolidare un mercato - spiega - e perciò l’impresa deve poi perseverare nel curare le relazioni».
D’accordo anche la rappresentante di Giunta Elsa Bigai. «Con l’Ati si esporta vera qualità "made in Italy" - aggiunge -, leva di sviluppo che ha dato prova di validità anche in questo difficile momento. E si dimostra che possono farcela anche le piccole aziende, quando fanno sistema».
Alla promozione negli Usa sono interessate 39 imprese, in Cina 23 imprese e in Russia 20. Dopo Miami, il raggruppamento ha in programma, per aprile, la partecipazione alla Convention dei distributori americani Wswa a Las Vegas (10 aziende) e proseguirà con altre occasioni in Russia e Asia, come sempre con un buon mix di grandi eventi, workshop, degustazioni, incontri di business rivolti a un pubblico di operatori specializzati del settore.