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Storia moderna del vino italiano. All'autore, Walter Filiputti, il sigillo d'oro della Camera di Commercio

All’autore, Walter Filiputti, il sigillo d’oro della Camera di Commercio (consegnato prima solo nel 2007 all’Università di Udine).
Vincitore del primo premio mondiale ai Gourmand World Coolbook Awards 2017. Oggi in Cciaa presentazione, lectio magistralis e festeggiamenti, con Da Pozzo e Shaurli.

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(Foto Tassotto & Max)

"Storia moderna del vino italiano", l'ultimo libro curato da Walter Filiputti, ha vinto il primo premio mondiale ai prestigiosi Gourmand World Cookbolk Awards 2017.
E oggi Filiputti ha ricevuto il sigillo d'oro della Camera di Commercio di Udine, consegnato in Sala Valduga dal presidente Giovanni Da Pozzo, alla presenza dell'assessore regionale all'agricoltura Cristiano Shaurli.
Un premio eccezionale, negli ultimi anni consegnato solo all'Università di Udine (2007), ha ricordato Da Pozzo evidenziando l'importante ruolo di Filiputti nella diffusione della cultura agroalimentare e nella sua promozione, di quel Fvg che ha trovato un suo narratore di qualità. E che deve saper riconoscere e valorizzare al meglio la sua eccellenza, ha chiosato Shaurli nel congratularsi con l'autore.

Tanti gli imprenditori, del vino, dell'agroalimentare e non solo, che si sono riuniti in sala Valduga per festeggiare Filiputti e ascoltare la sua lectio magistralis sulla storia del vino italiano. E alla storia seguirà presto una riflessione sul futuro del vino, prossimo lavoro in cui Filiputti si impegnerà nei prossimi mesi.

A rinforzare i motivi di festeggiamento per il premio, di certo sono stati il ruolo determinante che il Friuli - grazie ai suoi imprenditori e al territorio - ha rivestito nella trama narrativa del libro e il fatto che l’autore sia un friulano come Filiputti, uno tra i massimi esperti a livello nazionale per ciò che attiene la cultura enogastronomica italiana (e friulana in particolare).
Il legame di Filiputti con la Cciaa è poi significativo: sono sette i libri della Cciaa curati da Walter: prima la collana “Il Gusto ha un cuore” (175 “artigiani del gusto” censiti e 178 ristoranti e locali con ricette) e da due anni la nuova collana, e i primi due volumi, con circa 140 artigiani recensiti. Dal 2010 Walter,ha sottolineato Da Pozzo, è stato inoltre una delle colonne portanti del progetto Friuli Future Forum, andando a proporre tutte le nuove tendenze della cucina, dell’agricoltura e dell’agroalimentare, proponendo al pubblico friulano oltre 100 corsi di cucina e alimentazione innovativa, ibridazioni con le cucine del mondo, lezioni sul vino, gli abbinamenti e tutti i trend con maggiore respiro di futuro legati a cibo e bevande. Un’attività che si è inserita nella più ampia azione che della Camera a favore delle imprese del vino.
Oltre a promuovere la partecipazione alle missioni, la Cciaa è impegnata da anni a facilitare l’accesso ai fondi Ocm per esplorare o posizionarsi nei mercati globali. Basta un dato: 319 adesioni di aziende alle 8 Associazioni temporanee di imprese costituite dal 2009, Friuli Future Wines, con investimenti previsti per oltre 7 milioni di euro. La Camera, in attesa dei bandi nazionali, si è portata avanti con l’Ocm 2017-18 sondando l’interesse e chiedendo l’adesione alle imprese, con tanti nuovi mercati: oltre ai tradizionali: Usa, Cina, Giappone, Russia anche le new entry: Messico e tutta l’area sud est asiatica che include Indonesia e Singapore. Una cinquantina le imprese che si prevede di coinvolgere, scadenza adesioni 11 luglio.

Il libro Storia moderna del vino italiano ha alla base un’ottima ricerca e splendide illustrazioni e impaginazioni curate dall’editore Skira. Ha inizio tra la fine degli anni sessanta e i primi settanta del Novecento e rappresenta uno spaccato sull’agricoltura italiana, che ha visto la trasformazione di semplici viticoltori in imprenditori le cui bottiglie sono presenti in tutto il mondo. Straordinaria fu la capacità di innovarsi: dall’enologia alla viticoltura, dal modello di gestione al marketing, fino alla comunicazione. Dedicato a tutti i vignaioli italiani (e in particolare a Luigi Veronelli, "il filosofo del vino italiano"), il libro curato da Filiputti, che ospita contributi qualificanti di una trentina di autori, racconta per la prima volta questa storia di lavoro e creatività tutta italiana nella sua affascinante complessità e varietà di uomini, aziende e vini. Decennio dopo decennio, presenta le aziende protagoniste di questa storia dagli anni sessanta sino a oggi, a ciascuna delle quali è dedicata una scheda illustrata completa della storia della casa vinicola e dei vini più rappresentativi.

Dati ed export vino Fvg
L’Italia è oggi il primo produttore mondiale di vino, avendo scalzato anche la Francia, con il 19% del totale, ed è terzo consumatore al mondo, dopo Stati Uniti e Francia, con un + 4,2% di crescita dal 2012 al 2016.
I principali Paesi di destinazione del vino italiano sono Stati Uniti, Germania e Regno Unito. Il FVG è decimo nella "classifica" delle esportazioni di vino italiano, rappresentandone il 2%, e con una crescita del +9,3% tra 2015 e 2016. L’Italia nel suo complesso registra un forte incremento delle esportazioni, trainata da Veneto, Toscana, dal nostro Friuli Venezia Giulia e dall’Abruzzo.
Il valore delle esportazioni di vino del Fvg è passato dal 71 milioni di euro del 2011 ai 110 milioni di euro del 2016. L’aumento si registra soprattutto nel biennio 2014-2015.
Le localizzazioni attive in Fvg dedicate alla coltivazione dell’uva sono 2.146 nel 2016 e 58 di produzione di vini da uve.

Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2017

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