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Nota del presidente Cciaa Udine Giovanni Da Pozzo su riordino delle Camere di Commercio in Fvg

«In attesa dell’approvazione ufficiale del decreto, apprendiamo che la volontà dell’amministrazione regionale Fvg in conferenza delle Regioni è stata quella di esprimere parere negativo al piano di accorpamenti concordato da Unioncamere e Ministero dello sviluppo economico, piano che prevedeva, qui da noi, di procedere in due step: prima un assetto bicamerale e quindi, nei rinnovi successivi, il passaggio all’unico ente. Qualsiasi persona di buon senso, che conosca le diversità e le complessità del nostro territorio e della nostra economia, avrebbe sostenuto questo progetto che, pur vedendo come obiettivo ultimo la Camera unica, avrebbe tenuto in considerazione le peculiarità del sistema produttivo regionale, non disgiunte dalle tipicità territoriali e, cosa niente affatto secondaria, della gestione dei servizi, dei patrimoni e dell’occupazione delle singole Cciaa.
 
Prendo comunque atto del nuovo percorso, a cui dobbiamo guardare avendo a cuore l’interesse generale dell’economia e delle imprese innanzitutto, che sicuramente antepongo agli interessi delle persone e soprattutto della politica. Con questo presupposto, come presidente della principale Cciaa regionale voglio ricordare che ci sarà una complessità di processi, alcuni anche molto delicati, che dovranno rivedere non solo gli assetti dei servizi camerali rivolti alle imprese, ma anche quelli relativi alle nuove funzioni innovative previste dalla riforma e in capo alle Camere - Impresa 4.0, alternanza scuola-lavoro, promozione del patrimonio culturale e Unesco. Ma soprattutto quel vasto e importante mondo di partecipazioni (consorzi industriali, sistemi fieristici, società di certificazione, logistica…) che hanno sempre rappresentato asset fondamentali per i territori. Al di là della semplificazione che ne vuol fare la politica, questi processi richiedono una serie di competenze tecnico-giuridiche e organizzative decisamente complesse e sarà necessaria la buona volontà di tutti i territori della nostra regione».

Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2017