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La Cciaa di Udine a sostegno della proposta Federconsumatori Fvg per tutelare i danneggiati da BPVicenza e Veneto Banca

La proposta illustrata oggi in consiglio dalla presidente Puschiasis ha ottenuto l’appoggio del presidente Da Pozzo e delle categorie economiche presenti in consiglio. Saranno proposte delibere analoghe a tutte le Cciaa trivenete.
 
La Camera di Commercio di Udine è il primo ente camerale a sostenere l’iniziativa di Federconsumatori Fvg a tutela di quanti hanno subito danni dalla condotta contraria alle norme di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Oggi (27 luglio 2017) la presidente della Federconsumatori FVG Barbara Puschiasis, che è anche consigliera camerale, ha presentato il progetto in sede di consiglio, alla presenza dei componenti di tutte le categorie economiche.
Dal presidente Giovanni Da Pozzo e dai consiglieri è arrivato pieno e convinto sostegno al documento, articolato in più misure pensate per dare una risposta ai danneggiati dalle banche.
La delibera a sostegno sarà ora inviata anche alle altre Camere del Triveneto per rafforzare ulteriormente l’iniziativa, già illustrata al sottosegretario al ministero dell’economia Pier Paolo Baretta, e che prevede innanzitutto, per gli obbligazionisti subordinati, una proroga del termine per presentare le richieste di indennizzo al Fondo interbancario (Fondo di solidarietà), fissato al 30 settembre.
Considerato che la domanda di accesso al fondo deve essere corredata anche da documentazione bancaria e che spesso questa documentazione non è nelle disponibilità del risparmiatore, si richiede di posticipare il termine di almeno 60 giorni.
«Lo stesso Fondo interbancario, da noi incontrato - si legge nella proposta di Federconsumatori FVG -, ha condiviso la nostra posizione anche perché si trova ad oggi ancora impegnato nella liquidazione dei rimborsi degli obbligazionisti subordinati delle quattro banche con conseguente difficoltà pratica di gestire eventualmente entrambe le procedure».
Per la proroga basta un atto amministrativo. In secondo luogo, per gli azionisti che si sono trovati a concludere operazioni baciate si chiede la compensazione integrale tra finanziamento e l’investimento effettuato con storno degli oneri.
Terzo: per gli azionisti retail vittime di misselling, cioè di vendite di azioni in violazione della normativa di settore, si chiede la creazione di un fondo ove devono necessariamente confluire le somme già destinate, e non utilizzate, dalle due banche venete per le offerte pubbliche di transazione e per i fondi welfare, per complessivi 240 milioni di euro circa, a cui aggiungere quanto verrà eventualmente recuperato dagli NPL.
L'accesso al fondo dovrà essere subordinato alla valutazione da parte di una commissione di conciliazione o di un collegio arbitrale delle violazioni compiute nel singolo caso, al fine di definire il rimborso conseguente.
I criteri di valutazione  devono essere predefiniti. In tal modo si garantisce accesso al rimborso a coloro che realmente sono stati vittime di condotte peraltro già oggetto del sindacato da parte delle autorità di vigilanza e della giurisprudenza. Si chiede infine che vengano previste misure di sostegno per chi, a causa dell’illiquidità delle azioni, si trova a non poter far fronte alle spese della vita quotidiana e si è trovato costretto a richiedere la concessione di una linea di credito per poter far fronte alle spese più urgenti.

Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2017

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