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Addio a Pierluigi Cappello, nel 2014 Targa d'Oro della Camera di Commercio di Udine

Da Pozzo ricorda con commozione "la voce poetica del Friuli", riportando le riflessioni sul futuro, tema della Premiazione che lo vide protagonista, che Cappello regalò al mensile Udine Economia
 

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Foto Diego Petrussi

Per tributargli gli onori di voce poetica del Friuli, di suo straordinario rappresentante culturale, la Camera di Commercio di Udine gli conferì la Targa d’Oro alle Premiazioni del Lavoro e del Progresso economico del 2014. E ora, tramite il presidente Giovanni Da Pozzo, ricorda con commozione la sua scomparsa, «davvero troppo prematura. Non è facile - dice Da Pozzo - trovare parole appropriate per salutare Pierluigi Cappello, che proprio con le parole aveva costruito un mondo unico, speciale, in grado di toccare, profondamente, la mente e il cuore. Con affetto e ammirazione, il mondo dell’economia friulana, il Friuli tutto, gli dice addio: ne è stato esponente sublime, rappresentante del mondo della cultura e di quel suo originale, prezioso e intimo "spazio libero" che è la poesia. E ha sempre legato strettamente la sua produzione all’appartenenza al Friuli, usandone anche la lingua e cantandone la voce nella sua peculiare essenza, cosa che forse solo la poesia, la grande poesia può cogliere nel profondo». Proprio in occasione delle Premiazioni 2014, che avevano come tema le prospettive per il futuro, Cappello regalò una sua riflessione al mensile camerale Udine Economia.

"Partiamo da un dato confortante - disse il poeta al giornale -: Udine è la città in Italia dove si comprano più libri. Il Friuli come l'Italia, in questo non c'è distinzione, devono adoperarsi in un lavoro profondo di cura delle proprie radici culturali". E ancora: "Occorre conoscere la propria storia, letteratura, tutelare il paesaggio e i beni culturali dove si vive. Sono elementi essenziali per costruire, percepire e rafforzare la nostra identità, friulana, italiana che sia. Questa è un'azione fondamentale - proseguì Cappello - perché, se non conosci te stesso, come fai a confrontarti con gli altri? Qual è il termine di paragone?".

L'auspicio espresso dal poeta è stato che "istituzioni, Università, società lavorino insieme per una forte ripresa culturale non solo tecnica e scientifica, ma umanistica".

«Addolorati – conclude Da Pozzo –, lo ricorderemo per sempre come uno dei più bei simboli del nostro territorio: ne resterà inestimabile ambasciatore e messaggero».
 

 

Ultimo aggiornamento: 02 ottobre 2017

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