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Dall'automotive al biotech, ma anche agroalimentare, mobili, nautica: tutta l'innovazione che traina le collaborazioni Fvg-Stati Uniti

Tanti esperti all’Innovation Forum, organizzato da Regione Fvg, Cciaa di Udine e Friuli Innovazione in Sala Valduga. Al pomeriggio incontri individuali dei relatori con le imprese e le realtà della ricerca friulane

 

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Foto Tassotto&Max

Opportunità  nel comparto "innovazione" a tutto tondo, anche nei settori più tradizionali ma sempre in crescita dell’export dal Friuli Venezia Giulia agli Stati Uniti: alle classiche e trainanti 3F, food, fashion e furniture (cibo, moda e mobili), si aggiungono quelle di Fca - Ferrari, a dare una spinta a tutto il comparto automotive, dalla meccanica alla componentistica ai servizi, nonché l’Ict e tutto quanto ruota attorno al mondo biotech. Sono tante le occasioni di collaborazioni tra imprese, università e centri di ricerca della nostra regione e degli States e se n’è parlato mercoledì 9 novembre in Sala Valduga all’Innovation Forum Fvg-Usa, approfondimento con esperti internazionali voluto per potenziare le relazioni economiche tra le due realtà con particolare riguardo all’innovazione e alla trasformazione dell’impresa grazie al digitale e alle nuove tecnologie.

In apertura, l’intervento di Matteo Di Giusto in rappresentanza della Camera di Commercio di Udine, che con la Regione Fvg e  Friuli Innovazione ha promosso questa seconda edizione del Forum, frutto di un lungo lavoro di sistema delle istituzioni e delle imprese del territorio con e negli States. Di Giusto ha messo in evidenza la forte connessione del mondo imprenditoriale friulano con gli Stati Uniti, anche tramite le costanti iniziative proposte dalla Cciaa di Udine, in sinergia con il sistema camerale e le istituzioni regionali. Nei soli Stati Uniti, ha evidenziato, «nel triennio 2014 - 2016 sono stati organizzati una ventina di percorsi di internazionalizzazione, tra seminari, checkup, missioni con presenze in fiere e B2b, con 303 presenze aziendali e attività a New York e Boston, ma anche in Florida, California, Texas, Illinois, Pennsylvania. Tutto questo, senza contare gli eventi realizzati nell’ambito dell’Ocm vino, la più grande rete di imprese del settore vitivinicolo, con una cinquantina di aziende friulane "capitanate" proprio dalla nostra Cciaa, che negli Usa ha investito metà dell’intera progettualità, con quasi 3,2 milioni di euro e con ben 85 eventi organizzati sul mercato degli Stati Uniti». Oltre al comprato vino, le iniziative «organizzate per le nostre imprese negli Usa - ha aggiunto - si sono concentrate su settori cruciali, in cui dalla collaborazione fra i due Paesi possono concretizzarsi ottime prospettive di crescita: l’arredo e design, la nautica, l’agroalimentare, nonché l’Ict e l’innovazione». Tutti comparti promettenti e con elevate aspettative, che confermano anche i dati di base dell’interscambio commerciale Fvg-Stati Uniti, cresciuto notevolmente in valore nell’ultimo anno (2015-2016), totalizzando, grazie in particolare alla cantieristica, addirittura un +59% dell’export e portando gli Stati Uniti a essere primo mercato assoluto per i beni esportati dalla nostra regione. Oltre al comparto navi e imbarcazioni, nel 2016 abbiamo esportato in particolare anche macchine per impieghi speciali, mobili, elementi per costruzioni e altri macchinari e prodotti della siderurgia, ma tra i primi 10 prodotti ci sono anche agroalimentare e bevande, nonché apparecchiature per le telecomunicazioni.

Al forum sono intervenuti anche il presidente di Friuli Innovazione Germano Scarpa, Carlo Fortuna in rappresentanza della presidenza della Regione Fvg, nonché Stephen Taylor di Area Science Park. A presentare le possibili collaborazioni Italia-Usa è stato Simone Crolla, consigliere delegato Camera di commercio Americana in Italia.
Il primo approfondimento  si è concentrato poi sull’additive manufacturing, rivoluzione nell’ambito manifatturiero con impatti rilevanti sui sistemi produttivi, le competenze e i potenziali vantaggi competitivi, aprendo a scenari inediti di collaborazione tra Europa e Stati Uniti sia nell’ambito industriale sia della ricerca. Ne hanno parlato Enzo Carrone del Laboratorio di Accelerazione dell’Università di Stanford, Gianmarco Quarti Trevano di Ibm, Antonio Abramo dell’Università di Udine, Marco Sortino di Lama, centro di eccellenza di meccatronica avanzata e Gianfranco Marconi del Danieli Research Center.
Il secondo focus è stato dedicato al venture capital e ai finanziamenti a supporto di nuove imprese e startup innovative, per approfondire i meccanismi che regolano il business negli Stati Uniti, favorire l’internazionalizzazione delle imprese del Fvg e attrarre startup e imprese statunitensi in regione. Sono intervenuti Carlo Asquini della rete italiana Business Angels, Franco Gonella di Primomiglio sgr spa, società di venture capital, e Davide Luigi Petraz co-managing partner Glp, società di proprietà intellettuale.
Al termine della mattinata, le aziende partecipanti hanno incontrato singolarmente i relatori per approfondire le singole opportunità economiche e di collaborazione sul mercato americano.

 

Ultimo aggiornamento: 09 novembre 2017

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