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Pordenone e Udine insieme nelle Sessantacinquesime Premiazioni del Lavoro e Progresso Economico

 

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Pordenone e Udine insieme per la prima volta alle Premiazioni del Lavoro e del Progresso economico, le sessantacinquesime, cerimonia storica della Camera di Commercio udinese andata in scena venerdì 16 novembre al Teatro Giovanni Da Udine poche settimane dopo l’avvenuto accorpamento tra le due realtà camerali.


Inevitabile che questo sia stato il tema sottolineato dalle autorità in tutti gli interventi, che hanno fatto da contrappunto alla consegna di ben 66 premi, 16 ai lavoratori, uno a una scuola, un premio alla valorizzazione del patrimonio culturale, 13 all’iniziativa imprenditoriale, 5 al passaggio generazionale, 11 riconoscimenti, 13 riconoscimenti speciali e 6 Targhe dell’Eccellenza, quest’ultime in qualche modo esempio dell’accorpamento tra i due territori, perché aperte anche al pordenonese: per l’Internazionalizzazone alla Pratic, per l’Economia alle Associazioni di categoria di Pordenone e Udine, per la Filantropia ad Attilio Maseri, per la Divulgazione del sapere a Pordenonelegge, per leIstituzioni ai Vigili del Fuoco, per la Cultura a Luigi Maieron.

In apertura, il sindaco Pietro Fontanini ha fatto gli «auguri a questa nuova realtà di Pordenone e Udine. E sottolineo con forza Pordenone - ha detto - perché alcuni interpretavano l’accorpamento come un egoismo di Udine. Invece è importante che l’economia marci in sintonia. Sono due realtà economicamente importanti e tutti i settori a cui la Camera di Commercio dà sostegno e coordinamento sono una bella realtà di questa terra. I premiati sono esempi di laboriosità, di prestigio e successo e tutti noi siamo orgogliosi di applaudirli». Fontanini si è complimentato con Da Pozzo e le categorie per questo risultato. «Insieme si riescono a fare le cose in modo più decisivo - ha concluso -: questo è un bell’esempio per dare speranza e superare quelle difficoltà che ancora permangono in campo economico».

E Da Pozzo stesso ha voluto ringraziare tutte le categorie per questo accorpamento «Sono fiero che, dopo aver vissuto un percorso complesso, abbiamo saputo "essere nuovi", abbiamo adottato quel "be new" che è il claim del nostro Friuli Future Forum dal 2010. Ci siamo confrontati a lungo - certo! - a volte anche duramente. Ma abbiamo sempre avuto chiara la necessità di un cambiamento, rispettoso delle esigenze legittime di tutti e sempre mirato a valorizzare ogni territorio con la sua identità. Tutto, per dare servizi migliori alle imprese che sostengono il sistema camerale. Eccoci dunque qui insieme oggi. Mi sento di ringraziare ancora una volta la Regione per la sensibilità e per il rispetto che ha dimostrato verso l’autonomia camerale, pur affiancandoci sempre in questo percorso. Ringrazio le categorie economiche dei due territori, che si sono impegnate a ottenere il risultato. Ringrazio il personale dei due enti che si sta impegnando ad armonizzare tutto. Siamo oggi una nuova Camera che rappresenta quasi l'80% dell’economia del FVG e il 92% del territorio. È infatti la nona in Italia per dimensioni. È a quest’area sempre più significativa che guardano anche le nostre sessantacinquesime Premiazioni e a questo territorio ampio e diversificato che guarda l’azione della Camera, a partire da tre linee-guida che ne connoteranno sempre più l’azione.
Primo: supporto ai processi innovativi in azienda, nel solco di Impresa 4.0, e alla digitalizzazione dei rapporti tra imprese e Pubblica amministrazione. Secondo: sviluppo di programmi sempre più efficaci di orientamento al lavoro e alle professioni, soprattutto per attenzione a dare opportunità ai giovani, affinché aprano più nuove imprese. Terzo: valorizzazione della cultura e del turismo, cominciando da una sempre più virtuosa sinergia fra i siti Unesco. Sono tre linee-guida che poggiano sulle nuove funzioni assunte dalle Camere di Commercio italiane grazie alla riforma, funzioni che vanno ad aggiungersi a quelle ormai consolidate, tra cui uno dei fiori all’occhiello, il supporto all’internazionalizzazione delle imprese, attività in cui la nostra Camera è seconda solo a Milano in Italia».
Da Pozzo ha concluso citando Churchill. «"L’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità", disse. Voglio dunque spronare tutto il mondo dell'impresa a guardare con fiducia al futuro, a essere ottimisti con un sentimento di identità radicata, ma insieme di forte innovazione».

Di innovazione ha parlato poi anche l’ospite d’onore delle sessantacinquesime Premiazioni, Roberto Sommella, nella sua disamina sulla concorrenza e sull’Europa, richiamando la posizione dell’Italia, che «nella diversità ha la sua forza - ha detto, da «europeista e cittadino onorario di Ventotene» -. La diversità è la forza anche dell’Europa. Far raggiungere il benessere a tutti i cittadini è l’obiettivo e può accadere se si lavora insieme senza barriere». Sommella ha evidenziato come l’Europa abbia finora «pensato più ai numeri che alle persone. L’Europa di oggi è molto complicata - ha detto -. Si cerca di evitare una doppia velocità, ma questa è già una Europa a doppia velocità. Chi non ha adottato la moneta unica cresce il doppio di chi l’ha adottata: non è una accusa alla moneta unica, ma evidentemente c’è stato un problema. Viviamo in una confederazione, ma abbiamo messo in comune solo la moneta. Oggi a mio avviso ci dovrebbero essere unica moneta, unico esercito e unico debito».
Per Sommella, l’impegno di tutti dovrebbe essere teso a «fare un passo in avanti verso la condivisione, piuttosto che restare dietro i confini nazionali. Stiamo a una svolta storica - ha sottolineato -. L’Italia ha enormi opportunità, una volta ridotto debito e operata una lotta seria all’evasione fiscale. La formazione è poi fondamentale, invece stiamo arretrando troppo: siamo all’ultimo posto come numero di laureati sulla popolazione (20%, Eurostat), si sta riducendo la ricerca posti lavoro ad alta specializzazione e la spesa in ricerca e sviluppo è dell’1,3% contro il 2% di media Europea. Si può fare meglio. E si deve premiare il merito, senza fermarsi a guardare indietro. Lincoln ha scritto "non puoi rafforzare il debole indebolendo il forte": la gente del Friuli ha dimostrato che si può essere tutti forti insieme pensando anche agli altri e pensando di fare il proprio dovere».

Proprio ai cittadini della regione e in particolare a quanti si sono dati da fare per far fronte alla recente alluvione si è rivolto il Governatore Massimiliano Fedriga nel suo intervento, che è cominciato con un ringraziamento a persone, associazioni, società «che hanno messo da parte interessi particolari e si sono messi a servizio della comunità. Ancora una volta un esempio della grande responsabilità di tutti i cittadini che hanno collaborato e aiutato. Oggi parliamo di sviluppo, di chi ha costruito il benessere dei nostri territori. Dobbiamo ripartire proprio dalla nostra montagna, che da qui deve trovare motivo di rilancio. La Giunta regionale ha deliberato che tutte le imprese e i liberi professionisti che si insedieranno in montagna non paghino l’Irap. Conviene intervenire nella nostra montagna e ci vogliono investimenti pubblici e privati». (Fedriga ha parlato anche di altre misure per la crescita del lavoro e dell’economia che troverete nella nota ufficiale di ARC)

Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2018

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