Cciaa, nel 2011 oltre 5 milioni di euro per interventi a favore dell'economia friulana.
Innovazione, aggregazioni, internazionalizzazione, green economy, nuovi progetti e FFF. Ma anche – e soprattutto – nuovi progetti a sostegno delle start up aziendali di donne e giovani, questi ultimi, in particolare, la categoria che risulta più in difficoltà dal punto di vista dell'inserimento e della permanenza nel mercato del lavoro.
Per la Camera di Commercio di Udine sono questi i fattori di competitività su cui costruire il 2011, con oltre 5 milioni di euro di risorse poste a favore del tessuto economico locale, in un panorama in cui è sempre più necessario coordinarsi al meglio, razionalizzare risorse e competenze, non parcellizzare ma fare massa per un’azione più efficace.
«Il 2010 è stato un anno, come ho ricordato in molte occasioni richiamando il compianto professor Giampaolo Fabris, in cui l’unica certezza è stata l’incertezza – ha ribadito il presidente Cciaa Giovanni Da Pozzo in occasione della conferenza stampa d’inizio anno, alla quale ha preso parte anche il presidente della Regione Fvg Renzo Tondo –. Questo contesto ha rivoluzionato il mondo economico e l’intera gamma delle relazioni sociali: il modo di fare economia, di stare sul mercato, di rapportarsi tra attori socio-economici sono cambiati e stanno cambiando. Sul fronte dell’occupazione permangono le criticità più forti, in un panorama in cui l’equilibrio non è più tarato sugli stessi assunti. Inoltre, se è migliorato il posizionamento dell’Italia per alcuni nostri “baluardi” (abbigliamento, macchinari, prodotti alimentari), stiamo arretrando nei comparti a maggiore specializzazione: il rischio è che la qualità non basti più, senza un risoluto apporto d’innovazione nei nostri prodotti».
Sono questi alcuni spunti di riflessione per indirizzare le attività delle imprese, ma anche e soprattutto le politiche che le riguardano, nel 2011. «Nella nostra regione dobbiamo ritenerci avvantaggiati perché sappiamo reagire – ha aggiunto Da Pozzo -, perché nel nostro tessuto imprenditoriale abbiamo un’elevata propensione all’innovazione e perché abbiamo saputo creare, forse più che altrove, un forte legame uomo-territorio-produzione. Il valore della nostra economia non deve prescindere da questo legame, che va anzi consolidato per vincere le sfide del mercato, per promuovere un'idea valida di futuro, perché è la misura di una società che non si basa solo sul Pil, ma anche sulla cultura, sull’eccellenza dei suoi prodotti, sulla storia, sulla qualità della vita. Caratteri che, soprattutto in Friuli, hanno alla base la famiglia, quale colonna portante del welfare, in grado di compensare anche le mancanze del sistema pubblico nelle conseguenze più difficili della crisi economica».
Nonostante le difficoltà, comunque, il 2010 in Friuli si è concluso con qualche segnale positivo. «Sono i dati a sostenere la fiducia – ha proseguito Da Pozzo -, ma anche le persone che popolano e rendono vivace il nostro sistema produttivo». I dati, per esempio, dicono che, pur se non stiamo vivendo una ripresa, stiamo recuperando terreno: il numero delle nuove imprese, lentamente, sta crescendo (+208 il saldo iscrizioni-cancellazioni tra gennaio e fine novembre 2010, mentre nello stesso periodo del 2009 era negativo di 302 unità), ma soprattutto riprende vigore la domanda estera e l’export dei primi nove mesi è di nuovo in lieve crescita (un timido ma significativo +4,3% rispetto allo stesso periodo del 2009).
Anche riguardo a ciò che percepiscono direttamente gli imprenditori, le indicazioni sono abbastanza confortanti, specie in settori chiave come meccanica e legno: fatturati e produzione in aumento nel terzo trimestre, e prospettive di stabilità per il quarto sono stati comunicati dalla maggioranza degli intervistati dell’indagine che la Cciaa ha presentato a fine novembre.
E per il 2011? L’appuntamento con la nuova indagine congiunturale è per fine febbraio, ma intanto la Cciaa delinea le iniziative più importanti messe a bilancio sempre nell'ottica di una continuità nelle collaborazioni con gli enti territoriali e le associazioni di categoria, della semplificazione amministrativa, e della razionalizzazione delle risorse.
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