Parola degli esperti intervenuti al seminario organizzato dalla Cciaa e svoltosi presso la chiesa di San Francesco il 4 febbraio 2011. Lo sprone a sperimentare con coraggio per essere competitivi e rispettare l'ambiente, sempre più un must per il futuro.




(foto Anteprima)
L’unico limite è l’immaginazione. Non ha dubbi Aldo Tempesti, esperto e direttore di TexClub Tec, associazione italiana per lo sviluppo di tessuti innovativi, che ha presentato una serie di materiali tessili dalle opportunità creative e funzionali strabilianti, al seminario sul design della Camera di Commercio di Udine, che venerdì sera verteva proprio sulla centralità dei materiali nell’ideazione del prodotto e sulla loro sostenibilità ambientale.
«Il tessile, uno dei settori più tradizionali, dato in crisi già negli anni 70 - ha detto Tempesti -, è invece oggi uno di quelli in cui c’è più sperimentazione, in termini di funzionalità, di duttilità e di fantasia».
Qualsiasi esigenza può trovare una risposta: il tessile è ora un network fortissimo, tra aziende e mondo della ricerca. Tempesti, elencando e illustrando i materiali più nuovi, ha affascinato i numerosissimi partecipanti al seminario, «il secondo della serie di appuntamenti con il design - ha spiegato il vicepresidente della Cciaa Marco Bruseschi introducendo i lavori - che l’ente camerale organizza nell’ambito del progetto ideato in collaborazione con il sistema camerale regionale e cofinanziato dalla legge regionale 1/2005, che trova spazio nell’affine contesto della mostra Udesign».
«La mostra in San Francesco - gli ha fatto eco l’assessore alla cultura Luigi Reitani - è diventata infatti un laboratorio permanente di confronto e riflessione su quanto ruota attorno al mondo del design: tutte iniziative coronate dal successo, dovuto anche alla convinta animazione di tante istituzioni, che hanno dato vita a singole manifestazioni capaci di toccare uno dei punti nevralgici della nostra cultura ed economia, zona d’incrocio fra creatività e capacità produttiva».
Ed ecco dunque tessuti cattura odori o antibatterici, tessuti che proteggono dai campi magnetici o autopulenti, filati luminescenti che inglobano la luce, tessuti per il rivestimento di edifici, di pale eoliche, d’isolamento o rinforzo di costruzioni. Materiali che hanno una funzionalità e un’utilità, ma anche materiali che hanno anche un valore aggiunto creativo.
Non c’è infatti progettazione di forme senza attenzione al materiale, come ha precisato la moderatrice, Anna Lombardi, e c’è continua interazione tra quanto il materiale ispiri un designer e quanto poco senso abbia il materiale senza il designer.
Antonella Bertagnin, trendsetter soprattutto per il settore della pelletteria, ha esortato gli imprenditori ad avere coraggio, a fare ricerca anche se non è facile, perché essere competitivi significa arrivare sul mercato nel momento giusto.
Non prevedere il futuro, ma anticiparlo. «Il lusso del futuro sarà la realtà - ha suggerito la Bertagnin - : dopo tanta virtualità, la sensazione tattile, il gustare la vita vera saranno il futuro». Ritorna dunque al centro il materiale, e un materiale sempre più attento all’ambiente. L’ecologia diventa sempre più valore aggiunto: Moncler rilancia il piumino fatto di tessuti riciclati, che vengono dalla rilavorazione delle bottiglie di plastica, per esempio.
Ma anche “Tanfast”, invenzione dell’Associazione nazionale delle concerie, ha spiegato la Bertagnin, che ha vinto il premio Greenlife di Legambiente: una concia rapida e che riduce dell’80% l’uso dell’acqua nella lavorazione, riduce di pari passo l'impatto ambientale, ma anche i tempi e costi di produzione. Marco Cappellini, tra i primi in Italia a occuparsi di design sostenibile, ha poi fatto il punto sui materiali che derivano dalla trasformazione di quanto viene normalmente considerato un rifiuto, e pure della necessità di comunicare questa tendenza per sensibilizzare e responsabilizzare il consumatore.
A questo proposito ha illustrato il progetto, appena lanciato, “ReMade in Italy”, il primo marchio per la certificazione di prodotti e materiali derivanti dal riciclo o riuso, lanciato con le istituzioni e le Pmi lombarde e supportato dal Ministero dell'ambiente.
Infine Stephan Wendel Paccagnella, ideatore e promotore, fra l’altro, di progetti di innovazione e ricerca per il rispetto ambientale, ha parlato di "legno liquido".
Un materiale "meraviglioso", riciclabile al 100%, che si stampa come un comune polimero termoplastico, con grande semplicità di trasformazione. La nuova “plastica” completamente ecologica che rappresenta la vera alternativa ai derivati del petrolio.
Il legno liquido, tra l’altro, si trasforma a una temperatura che è circa la metà di quella a cui si trasforma la plastica e permette dunque anche di consumare meno energia.