In Corea, nuova meta della Cciaa, nel 2011 saranno investiti 900 milioni di dollari in green economy. Illustrate le nuove opportunità per le imprese friulane il 10 febbraio 2011 in Sala Valduga, al Road show Asia Pacific, con la presenza di 40 aziende e focus su Cina e Hong Kong, Corea, Thailandia e Singapore, India.

(foto Anteprima)
I settori più indicati ad affrontare il mercato cinese? Mobili, arredo-design e vino, ma anche Ict e tecnologie verdi, e ogni miglior espressione del made in Italy: in Cina, specie negli ultimi due anni, si sta registrando un forte cambiamento nei gusti dei cittadini consumatori e i comparti più gettonati risultano dunque quelli di alta gamma.
Per le nostre Pmi, però, è indispensabile fare investimenti mirati in comunicazione e marketing, ed è meglio puntare sulle città di seconda o terza fascia, più arretrate rispetto alla costa e non ancora “inflazionate”, come queste, dai beni di lusso: in esse il mercato è dunque vivacissimo, tutto da costruire e sviluppare. Sono alcuni dei consigli arrivati da Elena Tosana, segretario generale della Camera di Commercio italiana a Pechino, che assieme ad altri cinque segretari generali di enti camerali italiani all’estero (Hong Kong, Repubblica di Corea, Thailandia e Singapore, India), ha illustrato le opportunità per le Pmi friulane (oltre quaranta quelle presenti) al Road Show Asia Pacific, giornata di approfondimenti, in Sala Valduga, per aiutarle a orientarsi nel panorama del business est-asiatico.
I Paesi focus rappresentano economie molto diversificate, anche a livello di maggiori o minori restrizioni nelle burocrazie doganali e commerciali, ma con importanti affinità, prima fra tutte la crescente attenzione al made in Italy e della domanda di prodotti e servizi di fascia alta in cui le aziende italiane e friulane sono specializzate.
E tutti i Paesi, «verso cui la Cciaa udinese – ha spiegato il vicepresidente camerale Marco Bruseschi nell’introdurre i lavori – ha puntato e punta costantemente l’attenzione». Certo, sono mercati “altri”, da conoscere a fondo a partire dalle abitudini comportamentali, in genere molto diverse dalle nostre e che possono determinare da sole il successo o l’insuccesso di un accordo.
L’imprenditore cinese, per esempio, tende a essere meno diretto nella trattativa, mentre per fare affari con i coreani, hanno spiegato, è “necessario” prima diventare amici, conoscersi a livello personale: se a un imprenditore italiano possono sembrare perdite di tempo o mancanza d’interesse per il business, non è affatto così. Sono anzi le basi da apprendere per instaurare relazioni durature.
Tra le opportunità più interessanti emerse dalle relazioni, quelle in Repubblica di Corea, tra l’altro nuova meta d’internazionalizzazione della Cciaa di Udine per il 2011, con una prima missione istituzionale esplorativa, a fine marzo, utile a preparare il terreno per quella aziendale che si svolgerà in autunno.
La Repubblica di Corea, hanno spiegato il presidente e il segretario generale della locale Camera italiana, Alessandro Canova e Roberto Martorana, è generalmente – e inspiegabilmente – meno considerata di altri Paesi dell’area: è però il 1° Paese al mondo per connessioni Internet a banda larga nelle abitazioni (96% delle utenze), 1° per cantieristica navale e produzione di schermi Lcd.
Un Paese in cui il Governo ha intenzione di passare dal 3,5% attuale al 5% del Pil di investimenti in R&S entro il 2012 e di investire 900 milioni di dollari in green economy nel 2011.
Anche qui il made in Italy e il mercato del lusso, dall’artigianato alla moda all’arredo-design, diventano centrali, in un Paese in cui il 20% dei cittadini – ha spiegato Martorana tra lo stupore degli imprenditori – «ha almeno un milione di dollari in banca».
Tra Unione europea e Corea, inoltre, esiste un importante Accordo di libero scambio, che fra l’altro prevede, a partire da luglio 2011, l’eliminazione delle tariffe doganali coreane sui prodotti Ue, interessando soprattutto prodotti agroalimentari, macchinari, prodotti chimici e industriali.
Il Roadshow, nel pomeriggio, è proseguito con incontri individuali d’approfondimento tra le aziende e i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’estero. Il servizio pomeridiano si è esteso anche al mercato sudafricano e degli Emirati Arabi Uniti. Il Roadshow farà ora tappa, con appuntamenti analoghi, venerdì 11 febbraio nelle Cciaa di Pordenone e Trieste.