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Settore agroalimentare: fabbisogni formativi e dinamiche occupazionali

Le aziende con forte internazionalizzazione necessitano di formazione su marketing, lingue e contrattualistica: sono in tutto 28 le figure professionali più richieste

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Cantinieri, casari, chimici, norcini. Disossatori, panettieri o tecnologi alimentari.
Sono in tutto 28 le figure professionali più richieste dalle aziende agroalimentari della regione. Le competenze e la conseguente formazione sono dunque prevalentemente operative e manuali: è su queste informazioni che saranno studiati corsi di formazione mirati ed efficaci.
Sono alcuni dei risultati a cui ha portato l’indagine effettuata dall’Azienda Speciale Ricerca & Formazione della Camera di Commercio di Udine nell’ambito del progetto legato al Polo formativo Agroalimentare, un partenariato, riunitosi in Associazione temporanea di scopo (Ats), che ha per capofila il Cefap di Codroipo, il centro per l’educazione e la formazione agricola permanente del Fvg. Altamente qualificata è la compagine di gestione del Polo (com’è evidente nell’intestazione), che raggruppa Istituti di istruzione secondaria superiore, enti di formazione professionale, Università, Centri di ricerca, Distretti industriali e Consorzi di imprese, messi in rete con associazioni di categoria.
La presentazione dei risultati della prima fase del lavoro, in una conferenza stampa che si è tenuta in Sala Valduga. A introdurre i lavori il presidente Cciaa Giovanni Da Pozzo, che ha posto l’accento «sull’importanza della formazione, soprattutto in un settore-chiave come quello rappresentato dalle aziende del comparto agroalimentare - ha detto -, capace di rappresentare e promuovere al meglio l’intera produttività del nostro territorio. Un settore diversificato e in continuo sviluppo che ha quindi necessità assidue di aggiornamento, affinché le figure professionali che lo caratterizzano sappiano essere sempre qualificate e sappiano innovarsi, non solo seguendo ma anche anticipando le richieste del mercato». E proprio la formazione nel comparto agroalimentare, ha confermato l’assessore regionale all’agricoltura Claudio Violino, sarà uno degli obiettivi primari del suo assessorato.
«Oggi è sempre più necessario formare tecnici, ma anche e soprattutto imprenditori agricoli preparati - ha specificato - : è attorno all’azienda che ruota la vitalità di tutto il sistema».
Violino ha anche ribadito l’importanza di portare avanti il “Tipicamente friulano”, non solo come marchio ma come vero e proprio “plus” della produttività, che deve andare necessariamente nella direzione di utilizzare e valorizzare le produzioni locali e dunque essere da stimolo all’economia locale. L’assessore ha fatto quindi un plauso all’iniziativa del Polo, capace di aggregare e far lavorare bene tante realtà istituzionali diverse.
«Ben 22 - ha infatti precisato il direttore Cefap Massimo Marino -, che hanno per la prima volta messo insieme competenze e abilità per individuare i fabbisogni formativi prevalenti, mettendo al centro alle vere richieste delle aziende»
Il “come” lo ha spiegato dapprima il presidente dell’Azienda Speciale R & F Giorgio Colutta e quindi Stefano Padoan, ricercatore che ha seguito in particolare i Focus group del progetto e il professor Alessandro Sensidoni dell’Università di Udine. Ecco il dettaglio:
Il Polo agroalimentare è accreditato dalla Regione e opera dal 2010 per migliorare la qualità e l’efficacia dell’offerta formativa delle professionalità del settore. «Il gruppo di lavoro istituito dall’Azienda Speciale per la ricerca ha appena concluso la prima fase di attività, di studio e indagine. «L’analisi si è articolata in tre fasi - ha spiegato Colutta - : Focus group, interviste a comparti specifici per zona e prodotti, e indagine campionaria. I Focus Group, coordinati dallo psicologo del lavoro Stefano Padoan con i rappresentanti più significativi del comparto alimentare, hanno permesso di tracciare una mappa preliminare delle aree da esplorare con le altre due fasi. Le interviste sul campo, a cura dell’esperta Sandra Simeoni, sono state effettuate tra settembre e ottobre in aziende del Parco Agroalimentare di San Daniele e del Coffee Cluster di Trieste, per evidenziare buone prassi e fattori di successo. L’indagine campionaria si è svolta poi attraverso questionari, per “registrare” processi produttivi, figure professionali impiegate e loro competenze, fabbisogni formativi e occupazionali: è stata curata in ottobre dal Centro Studi della Cciaa di Udine. Sono state 120 le aziende-campione del comparto contattate, di tutta la regione, e 64 i questionari validati».
La ricerca ha individuato le competenze e in base ai risultati sono stati progettati i corsi per le imprese; è stata inoltre rilevata la necessità di nuove tipologie formative che prevedano la possibilità di consulenze in azienda, come il coaching e l’affiancamento professionale; inoltre l’analisi ha evidenziato la necessità di una banca dati dei Formatori professionali del settore.
In sintesi, l’indagine ha individuato 28 figure professionali più richieste: di tipo operativo (cantinieri, casari, chimici, norcini, disossatori, macellai, panettieri, tecnologi alimentari, enologhi e magazzinieri), di conseguenza, richiedono competenze prevalentemente manuali (abilità nella lavorazione e trasformazione delle materie prime, ma anche conoscenze di microbiologia, enologia, manipolazione del prosciutto, conoscenza degli alimenti come latte e formaggio).
Le interviste svolte al Parco di San Daniele e il cluster del caffè, invece, hanno coinvolto aziende che hanno molto sviluppato l’internazionalizzazione e si trovano ad affrontare le problematiche a essa connesse, anche in termini di contrattualistica o gestione dei crediti e questioni di finanza internazionale, mentre per il personale che ha contatto con i clienti esteri si parla di rafforzare competenze di marketing internazionale e lingue straniere.

Un primo risultato concreto del lavoro del Polo agroalimentare è stato l’avvio di due corsi di qualifica tecnica superiore post diploma che stanno coinvolgendo oltre 25 allievi in una formazione d’alto livello, in cui l’approfondimento teorico di nozioni specifiche di settore è accompagnato da una formazione tecnico-pratica e stage in azienda. Di prossimo avvio i corsi di aggiornamento per dipendenti di Pmi agroalimentari in tutto il territorio regionale

La seconda fase della ricerca si svilupperà da marzo a giugno nei comparti non precedentemente trattati. Il Polo opererà sino a tutto il 2012 con l’obiettivo di supportare la crescita economica dell’agroalimentare regionale.

Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2011
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