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Siria, dall'archeologia alle opportunità per l'economia friulana

Illustrate presso la Camera di Commercio le opportunità del mercato a una ventina di Pmi.

Quando la cultura apre le porte all’economia. Si può sintetizzare così quanto sta accadendo in Siria, Paese al centro di un approfondimento organizzato dalla Camera di Commercio di Udine, partner dell’Enterprise Europe Network, in collaborazione con Confindustra e Università di Udine, in vista di una missione multisettoriale che si terrà agli inizi di giugno.
Il Paese mediorientale è sede di un’importante campagna di scavi archeologici che vedono protagonista d’eccellenza l’Ateneo udinese.
Oltre ad avere una valenza indubbia di per sé, il progetto, come ha spiegato intervenendo all’incontro il professor Daniele Morandi Bonacossi, direttore della missione, può fungere da volano privilegiato per il rafforzamento di rapporti commerciali proficui con il nostro sistema produttivo.
Una prospettiva interessante per l’incontro, che è stato introdotto dal vicepresidente camerale Marco Bruseschi il quale, anche come componente di Confindustria, ha sempre promosso questa significativa opportunità.
La parola è passata quindi al vicepresidente del Consiglio d’affari italo-siriano Nohad Haj Salih e a Pietro Petrucci, Senior Account di Sace Venezia, mentre la conclusione è stata affidata alla testimonianza aziendale da parte di Flavia Ballico, di Pert Srl.
I relatori hanno messo in luce alle oltre venti aziende che hanno partecipato all’incontro le principali opportunità di business.
Interessanti i dati di interscambio: la provincia di Udine rappresenta l’81% dell’export dell’intera regione verso la Siria e, tra 2009 e 2010, ha visto aumentare l’export dell’8,7%. Verso la Siria, il Fvg nel 2010 ha esportato in maggioranza macchine per impieghi speciali (per il 58%), ma anche, pur se in percentuali inferiori, prodotti in legno.
Come è stato evidenziato nella relazione di Nohad Haj Salih, nel novembre 2010 il Governo siriano ha approvato l’undicesimo piano quinquennale che governerà il Paese nei prossimi 5 anni.
Tra gli obiettivi, si evidenzia l’impegno a migliorare le infrastrutture, e nella specie quelle dell’energia e dell’acqua, ma si confermano anche importanti investimenti nei trasporti per lo sviluppo e la costruzione di strade, aeroporti e porti, nel settore agricolo e dell’irrigazione, il sostegno al settore del petrolio e del gas, quello delle costruzioni, del turismo e del commercio.
Il settore manifatturiero è quello che è previsto crescere in maggior misura nei prossimi 5 anni, con un incremento della produzione del 13% di media annua.

Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2011
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