Dal 20 marzo è scattata la mediazione obbligatoria in una decina di materie: decine le telefonata alla Cciaa per ottenere informazioni.
La mediazione è dunque obbligatoria nelle controversie civili e commerciali secondo il decreto legislativo 4 marzo 2010, numero 28. La mediazione è diventata dunque "condizione di procedibilità" dell’azione civile in diverse materie: diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. Ciò significa che solo dopo il tentativo di mediazione si può andare dal giudice, fornendo un verbale di mancata adesione (nel caso in cui la controparte non aderisca) o di mancato accordo. Dal marzo 2012, tra le materie obbligatorie rientreranno anche le controversie condominiali e quelle relative al risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti.
Fin dall’entrata in vigore della legge di riordino delle Camere di commercio, nel 1993, era chiaro l’intento del legislatore: promuovere l’utilizzo di strumenti alternativi per la soluzione di controversie, specie tra imprese, e tra imprese e consumatori. Evidenti i vantaggi: il costo inferiore a un procedimento giudiziario e tempi più rapidi e certi.
Tutte condizioni necessarie soprattutto alle imprese, che vedono invece pregiudicata la loro competitività anche a causa dell’eccessiva durata dei processi ordinari. Il sistema camerale ha perciò investito sulle regole, sulla formazione, sulla promozione della cultura della mediazione. Ha attivato lo Sportello di conciliazione e in più di dieci anni ha strutturato il servizio, ottenendo importanti risultati.
La Cciaa di Udine, da marzo 2008, ha ottenuto anche l’accreditamento al Ministero della Giustizia con l’iscrizione nel registro degli organismi deputati a gestire tentativi di conciliazione in materia di diritto societario ai sensi del decreto legislativo 5/2003.
Nella prima giornata, sono state subito decine e decine le richieste di informazione allo Sportello camerale, specie di professionisti interessati a conoscere modalità di accesso alla mediazione, tariffe o requisiti per diventare mediatori. A oggi, i mediatori della Cciaa udinese accreditati presso il Ministero (“abilitati” cioè alle nuove disposizioni) sono 69.
In Cciaa, l’organismo di conciliazione, in particolare nei primi mesi del 2011 ha registrato un sensibile aumento delle pratiche. Complessivamente per il 2010 sono state 117, 29 delle quali di mediazione finalizzata alla conciliazione gestite secondo le disposizioni del d.lgs. 28/2010. Solo tra gennaio e febbraio del 2011 sono state 19 e al 21 marzo erano già 35.
Nel tempo si constata che sempre più imprese si stanno "fidando" della mediazione: le mediazioni business to business sono cresciute, fino ad arrivare a una percentuale pressoché analoga a quelle business to consumer. Segno che l’impresa sta sperimentando la mediazione, ha capito la portata e l’ha trovata utile in termini di tempi, costi e rapporti con la controparte.
Con l’entrata in vigore della condizione di procedibilità, l’aumento delle procedure sarà inevitabile. L’ufficio Cciaa si è attrezzato cercando di standardizzare al massimo le procedure e rinforzando il personale, a cui potrà seguire ulteriore potenziamento. L’importante, ritengono gli uffici forti dell’esperienza maturata in 10 anni, ma anche i vari attori del sistema, è che la soluzione alternativa delle controversie sia davvero uno strumento di ricomposizione dei rapporti, specie in ambito commerciale, più che un passaggio obbligato e "proforma" come anticamera del processo civile. Qualche ritocco alla normativa sarebbe auspicabile anche, e non solo, sotto il profilo strettamente procedurale.
Per ottenere tutte le informazioni sulla mediazione, è consigliata la consultazione del sito internet del Ministero della Giustizia: » http://www.giustizia.it